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Domenica 17 Giugno 2018 Meteo: Meteo

Quale è il valore del Design Italiano

design istitutoIn questo particolare momento storico, molti sono i commenti relativi al Design Dopo La Crisi.

Tante le soluzioni in discussione per inquadrare una Economia Dopo La Crisi: convertire l’economia tecnologica dell’innovazione per la guerra, in economia tecnologica di innovazione per l’energia, oppure individuare nuovi regolamenti interbancari che impediscano speculazioni finanziarie esageratamente rischiose, trasformare il consumismo materialista in un consumismo etico.

Molte le istanze, tutte comunque incentrate sulla qualificazione rispetto ad una prassi usurata e obsoleta.

In questa ampia banda di riflessioni sul come fare, rimane indenne un modo di fare, che sembra attraversare questo terribile momento con qualche danno economico, si, ma senza sofferenze irredimibili. E’ il Made in Italy.

A molti analisti appare chiaro che la qualità di ciò che è autenticamente fatto in Italia, ora favorisce della necessaria riduzione dei prezzi, data dalla corrispondente riduzione dei profitti.

Occasione questa, che evidenzia come la qualità sia meritevole del denaro speso, rispetto ad una quantità, deficitaria di etica della produzione, estetica della concezione ed efficacia della progettazione.

Ma quale è davvero, in essenza la qualità che si attribuisce al Made in Italy e lo rende così resistente all’attacco della crisi?

L’articolo intende approfondire questo aspetto, attualmente evidente ma anche misterioso, del perché, ciò che è fatto in Italia, ha comunque successo nel mondo.

L’idea è che la cultura sedimentata nei millenni di storia della penisola, caratterizzata dall’espansione romana prima e dalle continue invasioni di popoli diversi, sia una miscela di conoscenze integrate tali da aver condizionato gli italiani alla curiosità.

Per italiani intendiamo coloro che, nati o trasmigrati in Italia siano stati profondamente contagiati dall’atteggiamento curioso del popolo abitatore della penisola.

Curiosità non è sete di dominio, non è conquista, ma scambio, comunicazione, viaggio, pellegrinaggio, del corpo e dello spirito, fusi in una mente che non è latina, non è anglosassone non è nemmeno mediterranea ma è la rifondazione, nella curiosità, degli atteggiamenti mediterranei e mittleuropei.

Casi storici eclatanti di questo umanesimo di migrazione ve ne sono fin troppi da citare; basti pensare a uomini interculturali come Federico II Hohenstaufen, o Federico II di Sicilia o di Svevia, che in Puglia realizza Castel del Monte, basato sulla Sezione Aurea. L’enigmatico castello è esattamente sullo stesso parallelo di Istanbul-Costantinopoli, il suo lato sud è rivolto verso San Giovanni in Fiore, la città del mistico calabrese Gioacchino, profeta della nuova età dello Spirito Santo. Gli altri lati della pianta ottagonale sono orientati verso tutte le principali città d’Europa e del Mediterraneo.

Federico discute di filosofia e religione nei pacifici contatti intercorrenti fra l’imperatore e i sultanati mediterranei e in virtù delle relazioni intrattenute col sultano Ayyubide al-Malik al-Kamil.

Crescendo in Italia Federico diviene curioso ed aperto alle altre culture.

Ricerca la felicità dell’uomo che consegue dalla curiosità soddisfatta.

In questo, il design italiano è maestro ed è qualitativo: esprime e soddisfa la curiosità degli uomini rispetto alla materia, che diviene, da astratto territorio dell’industria, ambito della felicità umana e della curiosità soddisfatta.

Il design italiano genera un linguaggio che spiega, rivela, la potenza industriale, come abito per l’umana e naturale felicità.

Rende naturale, ciò che è lontano dalla Natura: l’artificialità astratta dell’industria.

Quale è quindi la qualità del Made in Italy?

E’ la capacità di individuare quei valori rappresentativi della felicità umana, vissuta nel modo più naturale; valori che appartengono a tutte le culture, che sono comune denominatore della umana felicità.

Il design fatto dagli italiani estende, a livello internazionale, il modello di felicità proprio dell’Italia, ma che appartiene a tutti nel mondo perché è relativo alla natura umana.

Incarna questa felicità, la rivela, ne fa sostanza sensibile della bellezza.

Inquadra ed esprime, nel linguaggio del prodotto industriale, il comune denominatore della natura umana, curiosa del mistero della bellezza.

Questo valore è internazionale e interculturale: è universale perché proprio dell’uomo.

Ecco come il design italiano è guardato da tutti; come esempio di bellezza rivelata.

Dove sta andando e quale tendenza prenderà l’Italian Style?

E’ sufficiente che viva in Italia e parli con il mondo.

Come faceva Federico, che fu tedesco, nacque a Jesi morì a Fiorentino di Puglia, fu re di Sicilia, re di Gerusalemme, imperatore dei Romani, re d’Italia e re di Germania.


istituto italiano design





Architetto Fabrizio Carloncelli

Direttore Istituto Italiano design

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